Follow by Email

giovedì 18 settembre 2014

Un biodinamico dalla Francia e un biologico dall'Emilia Romagna 18/9

Dopo una giornata di lavoro particolarmente difficile oggi non vedevo l'ora di aprire una o due bottiglie.

Sono passato nuovamente all'enoteca da Guggia a Fossò, ed ho addocchiato due prodotti che intendo acquistare quando riuscirò ad avere più spazio a disposizione, un prodotto californiano del regista Fransis Ford Coppola e il "capo di stato" dell'azienda Loredan Gasparini a Venegazzu' (azienda che io e il mitico Pietro abbiamo intravisto passando per il Montello un giorno.).

Aperitivo con Martini rosato, Manzoni bianco della cantina Montelliana e qualche goccio di angostura, ottimo.
A cena costate di maiale, cibo grasso? Vino fresco e sapido, decido di stappare una delle bottiglie biodinamiche certificate Demeter della Borgogna, Le Morandes, azienda Celine et Laurent Tripoz, AOC Macon-Vinzelles, acquistata con Controvino.
Chiuso e dal sentore acescente tipico dei biodinamici capisco che mi trovo davanti ad un vino di difficile interpretazione. Consistente nel bicchiere, vivace e dal colore giallo oro, questo vino non regala particolari emozioni al naso. Entrando in bocca colpisce con la sua incredibile freschezza, siamo al limite della sopportabilità, è tagliente e quasi acidulo.
Pulito nell'assaggio e potente comunque sgrassa e fa un grande lavoro in abbinamento, senza però colpire o stupire.

Dessert in compagnia di canestrelli (li adoriamo) con lo zucchero a velo, stappo un'altra bottiglia, dall'azienda Zuffa, biologica, l'Animi Motum. Un vino ottenuto da uve surmature di albana, rilascia profumi floreali secchi, quasi di camomilla essiccata, ma non raggiunge i sentori balsamici della bottiglia stappata presso la stessa azienda Zuffa qualche tempo fa.
Non è certo un vino dalla dolcezza predominante, anzi, ma assieme ai canestrelli mi è piaciuta.

mercoledì 17 settembre 2014

Orate al forno con patate.... e il VAISS di BEPIN DE ETO



Ricordo ancora anni fa la "pigna" di Bepin de Eto a Conegliano, il loro prosecco Extra dry che abbiamo tanto apprezzato per la sua bevibilità...

Oggi ho voluto cambiare prodotto, ma restando con l'azienda Bepin de Eto. Trattasi del VAISS, spumante extra dry interamente ottenuto da uve Malvasia.
La bottiglia colpisce perchè non è la solita "pigna" o "ananas" nera, ma trasparente, il naso è aromatico e fruttato, frutta matura, pesca bianca e ananas, appare subito la grande vivacita del colore.
In bocca si percepisce chiaramente il residuo zuccherino, ma l'insieme è convincente, vivo, immediatamente godibile.
L'ho abbinato ad un'orata con patate e pomodori, a dire il vero ho apprezzato questo prodotto forse più del loro prosecco (non me ne vogliano gli estimatori!).

Ringrazio per l'ottimo consiglio l'enoteca "il grappolo d'oro" di Fosso' (Ve), grande esperienza e capacità di comprendere i gusti del cliente da parte del sig. Guggia, tornerò presto ad acquistare i prodotti in esposizione.

martedì 16 settembre 2014

Oltrepo' Pavese, azienda Marchesi di Montalto alla Osteria delle 3 lune a Noale






Organizzata dall'Enoteca Le Cantine dei Dogi di Mirano, ieri 11 settembre si è svolta la serata dedicata all'Oltrepo' Pavese, vini dell'azienda Marchesi di Montalto.

Marchesi è il cognome, non sono marchesi, l'equivoco è scontato... L'azienda nasce nel 2005, a Montalto Pavese, unica zona in Italia che si può chiamare "la valle del RIESLING".

Intendiamoci, non il riesling bianco, l'italico, bensì proprio il Riesling, quello con la R maiuscola, l'aromatico (oggi si può dire) Riesling Renano.
Originario della zona della Mosella in Germania, questo vitigno stupisce per la grande acidità e soprattutto per la incredibile capacità di esprimere sensazioni ineguagliabili in confronto ad altri vitigni bianchi.
Potremmo dire che è il re dei vitigni bianchi.

L'azienda Marchesi in questa serata ha proposto 4 suoi prodotti; il metodo classico da pinot nero, il riesling, appunto, il loro pinot nero vinificato in rosso (il base) e una chicca finale, un passito da moscato e riesling.

Presenti anche i piatti dell'osteria delle 3 lune, a mio umilissimo parere molto sottotono in questa serata.

A partire da un antipasto particolare, forse anche troppo dolce, sfoglia di zucca con composta di frutti di bosco (mah) e strudel con formaggio e funghi, accompagnati da un vivace e immediato metodo classico, la cena si è spostata du due primi piatti, entrambi poco azzeccati, risotto di riesling, acidulo e poco amalgamato (però credo sia stato voluto così), e gnocchi speck e panna (troppa panna e troppa farina), l'abbinamento con il riesling risultava poco equilibrato e un po' azzardato (anche se era lo stesso vino usato per cucinare). Un vino comunque realizzato benissimo, con le stesse tipologie dei vini alsaziani, molto residuo zuccherino, grande freschezza e sensazioni minerali di pietra focaia e frutta tropicale.
Piatto forte, un brasato cucinato con il pinot nero in tavola, accompagnato da due colori diversi di polenta e patate... La carne piena di nervi e gommosa... Nonchè il vino poco persistente e dalla struttura inadatta a supportare un piatto così.

Per completare il tutto, il dolce, una torta con la cannella, il passito di moscato e riesling, vera sorpresa della serata e vino da ricordare, colore cipolla caramellata, consistente certo, al naso miele di castagno, caramella d'orzo, sensazioni balsamiche quasi di cardamomo, datteri e incenso, in bocca era intenso, pieno, un assaggio imponente, lo zucchero però faceva la sua comparsa, si potrebbe dire che l'equilibrio era spostato, anche se in modo non così particolarmente evidente.

Ringrazio le cantine dei dogi per questa serata, sono sempre esperienze da annotare, anche se a dire il vero non posso dire che sia stata una serata completamente riuscita.
Complimenti alle cantine Marchesi per i loro prodotti, non vedo l'ora di assaggiare il loro M.C. 72 mesi e il loro pinot nero riserva.

giovedì 11 settembre 2014

GRAN CUVE'E BRUT "HISTORIA", azienda Zuffa

L'azienda Zuffa è un esempio di lavoro attento alle tematiche BIO, e ieri ho assaggiato il loro metodo charmat da uve chardonnay e pinot nero, ma anche in percentuale minore da albana e pinot bianco, si chiama CUVE'E BRUT HISTORIA.
A destra il CUVEE' BRUT, ottimo però anche il loro rosè, mentre non ho assaggiato la prima, il "DOUX"

Strano utilizzare vitigni neutri per una vinificazione in autoclave, davvero, infatti la percezione olfattiva è ridotta a sensazioni di lievito e crosta di pane, il colore supera il paglierino con toni di giallo più marcati, ma non arrivano al giallo oro.
Una volta assaggiato però le cose cambiano drasticamente. Pieno, intenso, anzi, molto intenso, agrumato e dalla buona mineralità, persistente e dalla beva facilissima.

Ottimo con gli aperitivi anche intensi, come delle tartine con crudo e maionese ad esempio, ma è molto riduttivo.

Resterete piacevolmente sorpresi dalla incredibile intensità di questo prodotto, che saprà farvi sorridere dalla contentezza!


martedì 2 settembre 2014

PASSETOUTGRAIN AOC - Domaine Lejeune 03-09


Immagine presa dal web

Stasera ho stappato una bottiglia molto particolare e atipica, il PASSETOUTGRAIN dell'azienda Lejeune acquistato in GAS grazie a Controvino, Pinot nero e Gamay.

Colore non particolarmente ricco di antociani (c'è tanto pinot nero), rubino, vivo, temperatura di servizio forse di un paio di gradi sotto del dovuto, in effetti era chiuso al naso, ma comunque riconoscibile fin da subito una nota vinosa e una bella sensazione fruttata.
In bocca attacca subito il cavo orale con una ottima freschezza e una buona sapidità, non si può certo dire che sia piacione, nè immediato, ben presenti anche i tannini, anche se ben amalgamati e non astringenti. Dopo il primo sorso ci si rende conto della incredibile (per tipologia) persistenza di questo prodotto, che pur avendo una struttura non particolarmente solida, stupisce in questo senso donando al retronasale sensazioni minerali e di frutti di bosco. Ottima la pulizia di ogni sorso, segno di una grande esperienza e bravura dei vinificatori Lejeune dal 1700.
Pensate, la tradizione dell'azienda prevede ancora in parte l'utilizzo della spremitura con i piedi!

L'ho accompagnato con delle salsiccie di pollo e tacchino, pane e insalata con un goccio di aceto balsamico. Piatto semplice, di struttura e intensità medie, vino di struttura debole ma dalla buona persistenza, abbinamento secondo me abbastanza armonico.

Siamo nella Cote d'OR, ma dal prezzo che ho pagato (14 euro e acquistato lì probabilmente anche meno) non sembra proprio.