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lunedì 27 aprile 2015

Gruppo di assaggio - quinta serata 2/4

Per i più attenti non ho descritto la quarta serata in quanto abbiamo degustato dei vini non particolarmente stimolanti e in un paio di casi addirittura vecchi o inconsistenti, per fortuna ci siamo rifatti con degli ottimi affettati! Tengo invece a ricordare la quinta serata, che è stata un successo.

Reduci dalle fiere vinicole ci siamo trovati, coloro che hanno potuto, in questo primo giovedì di aprile più che per discutere, per ritornare a fare emergere la grande convivialità che il vino riesce a creare, in più era vivo il forte desiderio, anzi il bisogno quasi primordiale di soddisfare la curiosità di aprire delle etichette che abbiamo conservato e mantenuto affettuosamente per occasioni speciali.

Come sapete il vino va bevuto... E non è detto che quando lo aprirete sarà quello che speravate che fosse! Da esperienza diretta, pertanto ve lo posso consigliare, ogni vino ha la sua età e ogni bottiglia può essere un caso a sè stante.

Insomma, questa volta ci siamo radunati al Giardinetto, di Mira, ringrazio l'ospitalità Chiara e Alberto, anche se mi è dispiaciuto non avervi sempre al tavolo con noi...

I vini in degustazione sono stati diversi, devo dire che mai avevamo avuto un livello tanto alto, sono rimasto allibito fino a che punto la nostra passione ci faccia rendere il prezzo dei vini quasi inconsistente qualsiasi esso sia!!! Ovviamente dobbiamo essere soddisfatti della spesa...

Il primo vino aperto, uno champagne, è stato il LAURENT PERRIER, paglierino verso il dorato, fine, chardonnay in grande percentuale, sensazioni burrose e di mandarino, pochi sentori di lievito, nè di pane, mi è piaciuto molto, e pensare che si tratta del loro base .
Abbiamo nel frattempo assaggiato della focaccia di pizza con porchetta, bell'abbinamento considerata la freschezza del primo campione (che è finito presto).
Apro per secondo un mito italiano, l'ANNAMARIA CLEMENTI 2004, vino di eccelsa qualità dell'azienda Cà del Bosco, dedicato alla madre di Maurizio Zanella e fondatrice dell'azienda.
Colore ricco di evoluzione, oro puro e caldo, la selezione delle migliori uve dai migliori CRU, sette anni sui lieviti in bottiglia, intenso ma anche fine e di una persistenza evocativa e romanticamente sognante, ti fa restare con lo sguardo perso a vagare con le immagini.
Và da sè che siamo rimasti senza parole dopo un assaggio tanto prestigioso, qualcuno ci ha chiesto anche un assaggio! Grazie per l'incredibile generosità a Samuele, non finisci mai di stupirci.

Il Paladino di Revì, gran cru dell'azienda trentina, a questo punto era a rischio, lo abbiamo aperto dopo più per fiducia che per reale consapevolezza, infatti risultava molto meno elegante, quasi rustico (e non è così, si tratta pur sempre di chardonnay in purezza), ma il confronto era impietoso e a dire il vero scorretto. Apriremo un'altra bottiglia sicuramente in futuro.

La bottiglia proposta da Tobia era il PINOT BIANCO di S. Michele Appiano, SCHULTHAUSER, ottimo esempio di mineralità e struttura (svolga anche la malolattica) , evoca sentori di grafite e frutta matura, molto presente la mela. Davvero un ottimo prodotto, tenuto conto inoltre che si tratta di pinot bianco, il minore (o meglio il più sottovalutato) della famiglia dei pinot.

Questi sono i vini che ricordo maggiormente, per emozione e verve. Ringrazio tutti per la serata, solo affiancandoci a persone della stessa fortissima passione ci si può sentire veramente a proprio agio, grazie!

lunedì 13 aprile 2015

Il pranzo francese che successone! 12/04/15

L'idea mi è venuta visitando un mercatino a Vicenza di prodotti tipici da tutte le regioni di Francia.

Ed allora ho pensato, visto che avevo appena acquistato alcuni formaggi e vini (i biscotti e le cialde sono ahimè durati pochissimo), di organizzare un pranzo particolare per i nostri ospiti ieri pomeriggio.
Tutto (o quasi) a tema francese, ho anche messo la Tour Eiffel come centro tavola!
Antipasti vari all'ombra della Tour Eiffel

Abbiamo iniziato con degli antipasti di salmone affumicato (certo non propriamente francese, ma quanto ci stava!) con burro "conico", fatto  mano, affumicato, tartine con uova di lompo e croissant salati.
Baguette con baccalà mantecato, gamberoni in saor e spritz con campari e angostura (non ho resistito alla nostra immancabile contaminazione veneta), accompagnati da un gradevolissimo Champagne, fragrante e anche se basico, piacevolmente agrumato.

Il primo formaggio, le LANGRES,  che si vede nella prima foto, è un vaccino a pasta molle e crosta lavata, affinato nello Champagne, e quale migliore abbinamento poteva esserci? Ho provato la crosta assieme al nobile spumante e posso dire di aver percepito veramente un abbinamento armonico.

Avendo saltato il primo, non avendo esperienza effettiva di cucina francese, abbiamo preferito cucinare alcune orate, con patate e pomodorini ciliegini e cipolle, con abbinamento il MUSCADET DE SEVRE ET MAINE SUR LIE, acquistato al mercatino, da vitigno MELO de BOURGOGNE, attenzione, a parte il nome, non è moscato, vino adatto a crostacei ma anche a pesci di mare.
I vini del pranzo
A dire il vero non l'ho particolarmente gradito, sapendo comunque che si trattava di un prodotto delicato e leggero, non mi è sembrato conservato benissimo, un po' spento insomma.

Principe della tavola, l'orologio di formaggi, che siamo riusciti a a reperire in parte alla gastronomia di Cazzago di Pianiga, gli abbinamenti sono una loro idea.
Come vedete ho posizionato dei numeri per rendere il tutto più comprensibile, a partire dal primo 1: Pyramide, formaggio caprino avvolto nella cenere, ottimo, non era troppo intenso il sentore del latte caprino, in bocca la cenere edibile faceva la sua parte amarognola e abbinato a un goccio d'olio e pepe era davvero un assaggio da ricordare.
Lorologio di formaggi francesi
2: questo secondo formaggio somigliava tantissimo ad un gorgonzola stagionato, senza però avere la muffa preponderante sul resto. Affiancato da pane di segale, questo formaggio è piaciuto meno, io l'ho trovato comunque stimolante e gustoso.
3: Mitico l'EPOISSES, di latte vaccino a pasta molle e lavata con MARC de Bourgogne, la vinaccia, racchiuso dalla sua scatola di legno, intenso, cremosissimo e amarognolo, assieme alle noci ha fatto faville, forse il miglior boccone di tutto il pasto. ( e costa relativamente poco, 9 euro la confezione)
4: per finire una specialità (non so il nome nè la provenienza però) che è stata aromatizzata con uvetta e banane, ma a dire il vero era troppo acidulo per essere mangiato dopo l'Epoisses e non aveva nessun gusto dei prodotti con cui era insaporito, ma non essendo esperti abbiamo gradito meno.

Vino abbinato con i formaggi un RIESLING ALSAZIANO riserva, secco, accenni di idrocarburi e frutta esotica, a dire il vero è stato nascosto dalla grande potenza dei formaggi, quindi è passato molto inosservato.

Il dolce era d'obbligo, anche se ormai avevamo pochissimo spazio nello stomaco, ma quando si parla della Cheesecake di Lisa (altro sgarro alla nazionalità) al caffè e cioccolato fondente, non c'è dubbio che bisogna prenderne almeno due fette!
Abbinamento ideale? Il BANYULS, che però... Non ho trovato! Per fortuna che in dispensa ho conservato l'ALA AMARASCATO (Sicilia), che è stato l'abbinamento migliore con il cheesecake, armonia e completa pulizia in bocca.

Che dire, ci siamo divertiti e abbiamo conosciuto alcuni prodotti tipici, non solo francesi (ho usato anche un burro tedesco alle erbe), quindi è bello mescolare le varie culture se il risultato finale è la felicità dei commensali, a presto allora con altri pranzi a tema!

mercoledì 1 aprile 2015

VINNATUR 22/03/15 - esperienza sempre interessante

Per me è la terza edizione visitata, vedo ogni volta una grande affluenza e entusiasmo negli avventori, me compreso!

La domenica è sempre il giorno più difficile, purtroppo però non abbiamo mai altre possibilità per visitarla...

La stupenda cornice della villa, affrescata e bellissima, con il suo parco e le sue colonne, rende il tutto molto più affascinante.

Confusi inizialmente dalla massa di persone presenti, siamo stati qualche minuto a cercare un banco di assaggio libero, dopo aver pranzato con un eccellente panino fatto al momento da lievito di pasta madre, leggero anche se tanto abbondante!

Primo produttore degustato, un simpatico signore dell'OLTRE PO PAVESE, Pietro Torti. Diversi i prodotti degustati, migliore fra tutti il suo metodo classico, da pinot nero 100%, buono il Cruasè e da provare anche i rossi, tutti identitari del territorio. Non mi ha entusiasmato il pinot nero 2010 ma andava atteso ancora, secondo Pietro.

Trovavo giusto soffermarmi un po' anche dal "padrone di casa", dal creatore di Vinnatur, Maule con la Biancara, per poter assaggiare i suoi vini, in effetti finalmente dopo tre edizioni son riuscito a trovare spazio al suo stand per l'assaggio! Il MASIERI, garganega e trebbiano, piccola aggiunta di solfiti prima del'imbottigliamento, mela verde e erba secca, verticale e quotidiano, prodotto diciamo basilare dell'azienda; il PICO, mitico macerato per due settimane da uva garganega, si alza il tiro, il corpo aumenta, così come il colore si arricchisce di tonalità oro rosso, grande sensazione di sasso, quasi di pietra focaia, ma la quantità di odori nel piano inferiore era veramente tanta per essere lucidi e concentrati. Senza soffermarmi troppo ho adorato il tai rosso e il suo merlot, ma anche il recioto dolce era fantastico... Che dire, meritava davvero sostare così a lungo!!

Era da molto che inseguivo questo produttore, CAMILLO DONATI, lo trovai anche a Piacenza ma era già finita la fiera... Ho potuto assaggiare tutti i prodotti in degustazione e devo dire (che i puristi mi perdonino) che erano vini poco puliti al naso. A parte la volatile acetica, certi erano proprio animali. Trebbiano 2013 non filtrato, un sauvignon macerato, una buona malvasia di candia, curioso il Rosso della bandita, molte uve pigiate assieme come vuole la loro tradizione, una barbera e una bonarda dolce alla fine. Non ne sono rimasto particolarmente entusiasta, devo dire....
A questo punto è una questione di gusti personali.

MAS ZENITUDE, signora che parlava benissimo italiano e ci ha reso partecipi degli assaggi come fosse la prima coppia che gli chiedeva "cosa ci fa assaggiare". L'azienda è situata nella Languedoc, e ci ha anche invitati a passare le vacanze nel loro agriturismo...
I loro vini sembrano succo d'uva, tanto sono fruttati, grande freschezza ma allo stesso tempo tecnicamente pulitissimi anche all'olfatto. In degustazione i loro prodotti, tipicamente del sud della Francia, Carignan (vigne di 100 anni), Grenache (però blanc!), Clairette, ma soprattutto un vitigno meno tipico, il SYRAH, che loro vinificano benissimo, o forse era un'annata particolarmente felice, pepato e speziato, ricco e minerale. OTTIMO.

Un altro francese della zona del sud della Francia, Roussillon, di DOMAINE VINCI, di origini italiane (ma non parente con Leonardo!), che parlava in una lingua tipo esperanto, mischiando francese a spagnolo a inglese e anche italiano, che simpaticone! Ad essere sincero i suoi vini non mi hanno entusiasmato, TRANNE il maccabeu, con carignan blanc e grenache blanc, nome del vino "COYADE", acciaio e nessuna molecola aggiunta di sintesi, neanche in vigna ovviamente, ha svolto anche la malolattica, ricco e profumato, l'ho adorato, davvero.

Spagna, questa sconosciuta, non ho mai trovato vini interessanti o particolarmente stimolanti... E probabilmente perchè ne ho provati relativamente pochi!
Oggi mi sono ricreduto grazie a due piccolissimi produttori.
Bodegas Cauzon, 5 ettari, Granada, hanno realizzato un bianco (incredibile per una azienda spagnola) veramente interessante, più dei vari rossi in degustazione, da sauvignon e chardonnay, profumatissimo, fiori bianchi a raffica e bella frutta a polpa gialla... Nessun lievito aggiunto, nessuna SO2, fantastico (e costa 5 euro a bottiglia...)
Infine una signora dolcissima, che ci ha presentato anche vini senza etichetta, sempre 5 ettari, BODEGA VINA ENEBRO, il primo bianco da FORCAYATH, vitigno rarissimo forse presente solamente da loro, stranissimo e dal gusto davvero originale, più che piacevole, un monastrell frizzante vinificato in bianco e un ottimo monastrell passito, che raggiunge i 18 gradi alcool. Bravi continuate così!