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martedì 1 ottobre 2013

Visita alla cantina CASTELVECCHIO in Friuli - mineralità carsica


Giornata piovosa e grigia domenica in Friuli assieme agli amici della Confraternita della Vite e del Vino, ma di certo non meno interessante!!

Abbiamo visitato la cantina CASTELVECCHIO di Sagrado (GO) vicino a Ronchi dei Legionari, sull'Isonzo, zona del Carso.
L'azienda è strutturata per accogliere anche discrete comitive, eravamo circa 60 persone, hanno un grande parco commemorativo del Poeta Ungaretti con vista sulla laguna di Grado e villa Palladiana dove abbiamo pranzato.

La barricaia con i tappi colmatori in vetro
Abbiamo potuto osservare i vari silos in fase di raffreddamento ad acqua e la barricaia, in parte con legno di rovere di slavonia. Un cenno ai tappi colmatori in vetro verde, mai visti così prima d'ora...


Scorcio del parco dedicato al Poeta Ungaretti

Gli ambienti, sfarzosi e luccicanti, erano serviti da numerosi camerieri;  l'aperitivo, accompagnato con un BRUT rosè metodo charmat lungo offriva vari taglieri con stuzzicadenti lunghi conficcati con all'estremità polpette o altri assaggi fritti. Ottimo anche il prosciutto San Daniele affettato alla Berkel con la ricotta fritta.... ancora mi viene l'acquolina!

Castelvecchio ROSE' BRUT di terrano
Merita certamente qualche parola questo charmat rosè di terrano, minerale (certo, siamo nel carso) e fresco, secco e con sentori di frutti di bosco (fragoline di bosco e, bravo Gigi, anche lamponi e ribes), un bel rosa chiaretto, un bell'equilibrio per tipologia. Non ha avuto modifiche o chiarificazioni con bentoniti o altro.


Goduta la breve visita alla  villa, con antichi affreschi risorti dalle precedenti intonacature dopo alcuni recenti interventi, abbiamo subito cominciato il pranzo di gala con un MALVASIA, da malvasia Istriana 2012, mineralità articolata, di pietra focaia, aromatico certo, più floreale che fruttato, erbe aromatiche (salvia, bravo Pietro), se vogliamo pecca di persistenza, perde in abbinamento con il risotto con olive e capperi, troppo intensi. Comunque una buona malvasia istriana (a dire il vero ne ho assaggiate di migliori in Croazia), colpisce la bellezza della mineralità quasi didattica.

Continuiamo con un TRAMINER cosiddetto AROMATICO, come i precedenti DOC CARSO, ovviamente minerale (ma più semplice della malvasia), fiori di sambuco, intenso al naso, CALDO, caldissimo (14 gradi), toni citrini di buccia di agrumi (e qui un applauso alla mia Stefi, bergamotto!).

Passiamo ai due rossi, da REFOSCO, il primo un TERRANO 2012, giovane, porpora fresco e abbastanza sapido, frutti e fiori rossi, radice di liquirizia, erbaceo di fieno... ancora ci viene in aiuto la mia Stefi, carrube e un accenno di balsamico (cardamomo). Pecca nella mancanza di tannino e nella persistenza.
Tutto sommato però abbastanza equilibrato, mentre il secondo è senz'altro più piacevole, il REFOSCO dal P.R. 2010 , tutto terziario, naso fine e piacevole, confettura di marasca, cuoio, pellame, minerale di pietra bagnata, tannino levigato .
Abbinamento piacevole con il maialino con scaglie di cren (non così intense per fortuna), entrambe le persistenza lottano fino alla fine per emergere, senza riuscirci e pulendo bene la bocca.

Ultimo ma non ultimo per importanza il MOLCESE, vino bianco "amabile" da vendemmia tardiva, aromatico di malvasia, bella freschezza che bilancia comunque una non marcata dolcezza, confettura di albicocca (ma i passiti veneti potrebbero dirne di cose), mandorla dolce, miele di acacia e canditi di agrumi.
Perfetto con dei pasticcini secchi, ho apprezzato davvero!


Un ultimo cenno alla MALVASIA DI LEO 2012, da pochissimi giorni premiata dall'AIS con i 5 grappoli, evoluta con sentori di frutta tropicale è la chicca dell'azienda.

Eccoci alla fine di questo lungo post, arrivato dopo un periodo di pausa, dovuta ai numerosi impegni. A presto con le nostre avventure, un saluto a tutti i miei lettori e a quelli che verranno.