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domenica 30 marzo 2014

Bottiglia a sorpresa - 1

La nostra prima prova, per poter ragionare alla cieca sul vino parte (così come continuerà almeno all'inizio) con vini da supermercato, sia per contenere le spese, sia per comprendere questo mondo della grande distribuzione.

Ho stappato e ho notato subito il botto, pertanto un vino frizzante, evidente il fumo che fuoriusciva, verso e percepisco che non si tratta di un vino particolarmente strutturato, riflessi purpurei e schiuma violacea.
Sentori di fragola e fiori di campo, in bocca era abboccato e fresco, leggera mineralità...

Cosa avreste detto voi? LAMBRUSCO! Come me? .....ebbene no, si trattava di MARZEMINO! Difficile riconoscerli, probabilmente devo trovare degli elementi che me li fanno distinguere, ma non essendo aromatici e non avendo particolarità (ad esempio la mineralità o la frutta matura) non ho distinto il vino.
Forse solo il Labrsuco di Sorbara potrebbe essere facilmente individuato ad occhi chiusi, per la sua grande intensità...

Bella esperienza, continuiamo così!

SASSICAIA, verticale AIS a Mirano (Ve) 25-3 agg. 06-04

Importante serata a Mirano, organizzata dall'AIS Veneto , di cui faccio parte, dedicata interamente al SASSICAIA, presenti varie annate.

Graziano Simonella relazionava per tutta la serata, fungendo anche da moderatore, infatti erano presenti numerosi elementi di spicco della sommelierie, che commentavano (a mio ovviamente umilissimo parere) un po' troppo enfaticamente i vari assaggi.

Da parte mia, più consumatore e appassionato che estatico, sono rimasto con i piedi per terra (memore anche delle eccellenze assaggiate a Roma) e ho assaggiato i vari vini in modo neutrale.
Tutte le bottiglie in degustazione, compreso "l'intruso"
Innanzitutto il SASSICAIA 2010, il giovanotto presentato prima, per rispettare l'anzianità di annate, ovviamente era ancora duro, tannico e dal frutto potentissimo, un'esplosione croccante in bocca. Pensate, rientra in classifica trai 50 vini dell'oscar del vino BEST WINE AWARDS indetto da Luca Gardini per il 2013. (26mo posto) A dire il vero l'ho trovato si potente e fruttato, ma poco emozionante, andrebbe assaggiato tra una decina d'anni!
Fa sorridere il "sancta santorum" a Cortina nel ristorante La Stua de Michil, una stanza santuario dove è tutto dedicato al SASSICAIA, ed è conservata la prima annata, il 1968 (credo ormai inbevibile!). Dice Michil che non potrà mai avere nel suo ristorante meno SASSICAIA dei cipressi di Bolgheri (sono circa 1800 !!)

Continuiamo con l'annata 2008, frutto più contenuto e terziari più evidenti, annata non favorevole, mi è piaciuto decisamente meno, questo non lo acquisterei.

2005, anno mirabilis, grande annata, decisamente il miglior assaggio della serata, sentori evoluti ma ancora migliorabili, il talco, la liquirizia e il cacao nel finale, le marmellate di ciliegia e mora, io ho percepito anche sensazioni di incenso. Questo è il vero assaggio al momento che ha espresso a pieno il prodotto.

2001, altro grande assaggio, aimè sottotono rispetto al 2005, ma eterno nel finale veramente lunghissimo, continuava a riproporsi discreto ma deciso, come un vecchio amico che ci vuole fare compagnia perchè vuole dedicarci il suo tempo.

1999 non esalta, anzi delude, probabilmente il vino era già in fase discendente, calo dei sentori, meno lunghezza nel finale, ma da quello che so il SASSICAIA può fare meglio di così, 15 anni non sono poi tanti! Vedremo il 2010, abbiamo grandi aspettative...

L'intruso della serata, sempre della zona di Bolgheri, il PODERE SAPAIO, a mio avviso completamente su un altro pianeta rispetto al Mito, ma comunque un buon vino (ha vinto i 5 grappoli e costa circa 35-40 euro, quindi...non è da prendere sottogamba!)

giovedì 27 marzo 2014

Vini Georgiani, che sorpresa!

Ogni tanto succede che per caso si scoprano delle incredibili coincidenze oppure dei meravigliosi prodotti che sono veramente "piovuti dal cielo" di colpo!

Sabato abbiamo accettato l'invito di un amico, (grazie Alessandro) che è spesso alla ricerca di locali etnici o particolari da provare.
Ultimamente va detto che dalle nostre zone cominciano a scarseggiare, sarà anche la crisi, probabilmente, ma a parte i risotranti messicani (due o tre tra Padova e Mestre), brasiliani (ancora meno) e cinesi (lasciamo perdere), restano poche alternative se si vuole tentare qualcosa di diverso.
Casualmente si è imbattuto in un ristorante Georgiano, per me un mistero completo, sapevo solamente che si trovava nel caucaso e che era vicina alla Russia come cultura. (in realtà sembra che i russi considerino i Georgiani come ottimi cuochi e li cerchino tantissimo)

Sono pertanto entrato senza avere particolari pretese (ricordavo infatti di aver assaggiato altri tipi di cucine mediorientali senza particolare emozione), il locale è in centro a SARCEDO, appena dopo Breganze, in provincia di Vicenza.

Questo piccolo locale dall'esterno sembra un bar di paese, poi appena entrati si percepisce già che ci sono ottimi vini (Per esempio delle bottiglie vuote di NUIT SAN GEORGES e altre della Borgogna), ci accomodiamo e mi colpisce subito un librone bello voluminoso in inglese delle varietà di vitigni (più di 500 autoctoni) del caucaso, lo apro ed... è firmato dal professor Attilio Scienza!!
Dopo aver sentito la titolare, Maia e il marito, Davide, capisco che hanno già avuto modo di incontrarsi con il professore, perchè interessato dalla culla della VITIS VINIFERA, il paese indicato come originario della vite.

Decidiamo per il menu di assaggi completo (ottima scelta, vari antipastini e anche gli spiedini con cipolle veramente buoni) e ci portano due vini, un MTSVANE (difficile da pronunciare), di medio corpo, profumato come un semiaromatico può essere, fruttato, floreale e minerale, ottimo con l'insalata russa (quella fatta da loro in casa però).
Il secondo vino era un bianco "anforato", esatto, come quello di Josko Gravner, anzi, lui ha acquistato le anfore Georgiane, imitandone l'idea! E questa bottiglia in ristorante costa 24 euro, metà della sua ribolla gialla... Potente e tannico, sì avete capito bene, tannico! Inoltre il colore è giallo dorato vivace, davvero bello. Lungo, fruttato e ossidato ma anche speziato.

A casa ne ho acquistata una bottiglia, non vedo l'ora di condividerla con gli amici!!

Concludo consigliando questo locale a tutti voi che amate tentare una cucina diversa dalla nostra senza correre grossi rischi... Andate numerosi!

BIBENDA DAY 2014 - i colossi italiani. agg 06-04


Che organizzazione, il BIBENDA DAY 2014, è proprio al TOP !

La curiosità e la voglia di imparare mi hanno spinto a partecipare a questo evento annuale, che a livello internazionale può considerarsi tra i primi posti per prestigio e competenza.

L'enorme salone del Waldorf Astoria preparato al meglio
Sullo sfondo del monte Mario a Roma, la giornata prometteva male per il tempo, che è stato inizialmente nuvoloso, poi però si sono aperte delle belle schiarite e ci hanno fatto godere una Roma primaverile, con parchi frequentati e fontane illuminate dal sole.

Consigliati da un tassista io e Pietro ci siamo fermati per pranzo alla trattoria "FESTO AVIENO" dal nome della via, poco distante a piendi dall'Hotel Waldorf Astoria, sede dell'evento.
Particolare del soffitto, spaziale
Parte dei rossi in degustazione
Modi tipici da romani, simpatia e grande cordialità, il pranzo è stato all'altezza delle aspettative, AMATRICIANA classica e ottimo il frascati, profumato e minerale come non avrei potuto sperare, cercherò ancora quel produttore.

L'Hotel è lussuosissimo (ho incontrato Inzaghi, Filippo, non Simone!) e incredibilmente grande, ci sono numerosissime stanze e saloni decorati sia modernamente che in stile classico.

Gli spumanti in ghiaccio
La grande sala riservata per l'evento è piena di luci e colori brillanti (e arazzi.. ?), circa 700 posti per la degustazione ben organizzati tutti con le stesse dotazioni, abbiamo cominciato con i 5 spumanti, poi 5 bianchi, 5 rossi dello "spirito", a questo punto siamo dovuti scappare perchè avevamo il treno alle 8 e l'evento finiva in tarda serata. Avremmo continuato con 5 rossi "di struttura" e 3 vini dolci, nonchè un lambrusco finale. (che peccato non aver degustato il Biondi Santi dell'83!! ).

Ero consapevole che si trattava di vini particolari e ottimi, ma non pensavo di poter assaggiare una qualità così alta, siamo rimasti sconcertati e scombussolati, anche dalle descrizioni tecniche dei relatori che aprivano i soliti descrittori a livelli ben più ampliati (ruggine... ematico, ferroso, dall'effervescenza polverosa, come di talco!!).
Massimo, il primo relatore era tecnico, completo, estrapolava ogni segreto dello spumante (è un esperto di Champagne) che aveva di fronte, anche se devo dire poco emozionale, apparentemente; il secondo degustatore, Giacomo invece mi ha fatto ridere perchè ha strutturato il suo intervento in modo simpatico e leggero e, anche se poetico, mai esagerato. pensate che per ogni annata ha ricordato i maggiori eventi storici ma soprattutto calcistici e politici, suscitando risate sincere da parte di tutti noi! La terza relatrice, Daniela, romana DOC, puntava sulla tipica loro simpatica parlata e sulle sue dirette esperienze, altro modo molto piacevole di raccontare il vino.

Vorrei soffermarmi sui vari vini degustati ma sarebbe troppo lungo descriverli... Resta un ottimo ricordo e la meraviglia di sentire dei degustatori di livello nazionale (e internazionale).
Un plauso a Franco Ricci per l'organizzazione e la gentile ospitalità.
Ancora rossi e i dolci

Riassumendo, la giornata è stata didattica, ma soprattutto motivante, immaginate quanti vini esistono, anche "sconosciuti", che possono emozionarci così tanto! (assaggiate il Rossese di Dolceacqua di Ka Mancinè 2010, resterrete sconcertati)





martedì 25 marzo 2014

Bottiglia a sorpresa !

I sensi vanno allenati e ogni giorno la curiosità è importante per rimanere in allenamento.

A tal proposito io e Pietro abbiamo iniziato ieri una bella iniziativa di collaborazione; acquistiamo separatamente una bottiglia (fascia supermercato, a volte riserva piacevoli sorprese) e la copriamo completamente con un sacchetto del pane.

I ragionamenti che vengono fatti al momento dell'assaggio non si possono più basare sul tipo di vino, l'azienda o la regione dalla quale sappiamo provenire una bottiglia dall'etichetta, ma alla cieca, creando così una serie di ragionamenti (estratto, colore, sensazioni olfattive) indipendente e molto didattica.

I vini del sud sono carichi di estratto e alcool, quelli del nord normalmente hanno più profumi per le escursioni termiche, ma non è detto, infatti esistono microclimi che stupiscono e stravolgono le teorie di base in tutta Italia.
Si posso però distinguere i vitigni varietali dalle sensazioni olfattive, i sauvignon (quasi sempre) i cabernet franc, le uve aromatiche, la glera (non sempre). Certo le lavorazioni possono cambiare queste sensazioni che fanno vacillare i nostri sensi ed è anche per questo che ci emozioniamo davanti ad un bicchiere.

Sono proprio curioso di riconoscere o almeno di tentare di avvicinarmi il più possibile, e di imparare dai miei futuri errori!


martedì 18 marzo 2014

Gita a RAMANDOLO e DOLEGNA

Ieri ho preso una giornata di ferie e sono andato assieme ad una bella comitiva in Friuli per mangiare e bere bene!

Siamo partiti con un grosso pullmann, alle 5 di mattina! Nebbia dappertutto, che poi però si è diradata, lasciando una bellissima giornata di sole tiepido e primaverile. Tanto che abbiamo capito dalla nostra visita che i produttori sono molto preoccupati dell'anticipo di primavera precoce perchè c'è ancora il rischio che si verifichino gelate e brucino i giovani germogli.

A Nimis (piccola zona di produzione unica del RAMANDOLO) abbiamo visitato due piccoli produttori che ci hanno stupito con la loro caparbietà e orgoglio nel voler produrre vitigni sconosciuti al mondo e durissimi salvandoli dall'estinzione (il Berzamen per esempio, o il Corvino, danno due vini duri, tannici, aspri e alcolici...) e ho provato a chiedere che cosa si poteva fare per ridurre queste spigolosità e renderlo più bevibile, ottenendo una sfuriata come risposta ! (l'orgoglio dell'identità a tutti i costi, ammirevole)

Verduzzo, Friulano, Schioppettino, Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, Ribolla gialla, Refosco e Franconia, assaggiati da BODIGOI a Prepotto, piccola azienda a conduzione familiare che ha raccolto l'eredità familiare e continua con grande volontà e impegno, fanno parte anche del consorzio Schioppettino di Prepotto.

 http://www.vinibodigoi.it/

La vera sorpresa della giornata l'abbiamo tenuta per ultima, una cantina che è anche agriturismo, da Michele Grudina, ai confini con la Slovenia, terreno tipico, la Ponca, viti ben esposte e clima mite, unite a una grande passione fanno di questo produttore una chicca della regione.

Ho assaggiato diversi suoi prodotti, dal rosato creato in cuvèe con Pinot Nero e Ribolla gialla (che particolare, aggressivo, ma al tempo stesso profumato e di un certo equilibrio), un taglio bordolese, un cabernet Franc, un Friulano e un verduzzo 2009, davvero emozionante.
Sorprendente infine la ribolla gialla che mi ha fatto assaggiare per ultima, concentrata, intensa, persistente, caleidoscopio di profumi e colore vispo, brillante, grande vino, Michele, bravo.

Andate a visitarlo, parlate con questo produttore che oltre a creare ottimi vini è anche un oste attento e intelligente che vi stupirà mescolando semplicità ed esperienza a un pizzico di rude simpatia friulana!

http://www.grudina.it/_it

venerdì 14 marzo 2014

Eno pizza al giardinetto - il veneto occidentale

Ieri sera sono tornato all'"eno-pizza" organizzato sempre dai ragazzi del Giardinetto, con un sommelier che spiega i territori, descrive i 4 vini e gli abbinamenti con pizze inusuali e ogni volta stupefacenti.

La serata era dedicata al Veneto occidentale, per quanto riguarda il vino ma anche per i formaggi utilizzati nelle pizze.
www.diwinetaste.com - mappa delle zone
vinicole importanti del Veneto

Interessanti il Durello charmat, dei monti lessini, ottimo per la sua freschezza con le pizze, il garganega in purezza, era un bianco secco, morbido e dai profumi intensi di sambuco, pesca bianca e una bella mineralità (il migliore assaggio della serata); un lugana, un po' meno intenso ma sempre ben fruttato e floreale, e infine, un po' la delusione della serata, il bardolino DOC, forse non era la giusta azienda, un vino opaco, troppo minerale e sbilanciato sulle durezze, poco persistente e chiuso al naso... Con la pizza abbinata (sopressa e formaggio) avrei tentato un vino più fresco e sgrassante, restando nella zona magari tornare su uno Arcole spumante DOC o un Gambellara Spumante DOC, garganega sempre, o volendo stare sul rosso, deve per forza avere una ottima freschezza aiutata o dall'alcool o da mineralità (rara l'effervescenza per un rosso)... proverei con un TAI ROSSO, la grenache a Vicenza.

Ovviamente è bello discutere per un appassionato, ma con questo ricordo che un buon sommelier è prima di tutto umile e porge la sua conoscenza agli altri, non la impone, quindi grazie per la bella serata in compagnia e alla prossima degustazione!

mercoledì 5 marzo 2014

Serata AIS formaggi azienda ZANCHETTA e abbinamento vini

Bella serata ieri a Mirano, a fianco del cinema. Organizzata dall'AIS, si è articolata con l'aiuto di un eccellente casaro di Casale sul Sile (TV), Zanchetta, che ha presentato diversi assaggi dei suoi prodotti e anche due particolarità: l'apertura con due coltelli e 6 tagli di una forma di parmigiano reggiano (estremamente difficile) e il "canto del gorgonzola", cioè i vari schiocchi che emette aprendolo un gorgonzola stagionato al punto ottimale.

Devo dire che i formaggi sono stati i veri protagonisti della serata, i vini erano abbinati per valorizzazione, restava sempre in bocca la sensazione del formaggio appena degustato.

In degustazione un VERDISO (autoctono di Congegliano) di BEPIN DE ETO, a dire il vero dotato di una eccessiva frizzantezza imprevista, e un po' troppo amaricante nel finale, un Metodo classico da uve Raboso Rosato, azienda CECCHETTO, tagliente la sua entrata in bocca (buon abbinamento con i formaggi grassi e mediamente persistenti), un MASIERI di Maule, taglio bordolese con grenache biologico, che pur avvertendo la nota "puzzetta" derivante di solito dai vini di questa tipologia, non era minimamente fastidiosa (in confronto ad altri che ho degustato qui stiamo parlando di puzzette trascurabili) e intenso in bocca, buona frutta rossa e agile bevibilità (il vino più entusiasmante), un COSTASERA di MASI, un classico AMARONE, fruttato pieno e robusto, perfetto per molti formaggi anche piccanti, ma se vogliamo essere cattivi un po' scontato.

Ultimo vino della serata, un SAUTERNES del 2010, che è stato abbinato forse sottovalutando il potentissimo gorgonzola stagionato che era ben superiore di intensità, va comunque elogiato il prodotto, che era variegato e sfaccettato pur non essendo al livello di quelli degustati alle Osterie Moderne durante la serata del Bordeaux. Mentuccia e timo, zenzero e salvia (non tutti da me avvertiti subito a dire il vero la mentuccia proprio non l'ho percepita!) complesso e fine, ma appunto debole nell'abbinamento.

domenica 2 marzo 2014

Attività del Wine Personal shopper - considerazioni

Oggi ho cominciato a stilare una lista di vini per un appassionato che sta cominciando una collezione in catinetta a partire da zero.

Certo da tutte le esperienze fatte si possono scrivere delle etichette, in effetti mi ha indicato tutte le possibili variabili di suo gradimento (20-30 euro a bottiglia, 10-12 bottiglie, Piemonte, Toscana e Puglia, vini di corpo e di facile beva, o almeno di facile comprensione)

Trovo però arduo pensare che il gusto personale (il mio in questo caso) si adegui a quello di altre persone, mi è già successo di consigliare un vino a qualcuno che non lo ha compreso e ne sia rimasto deluso.
Mi sono quindi limitato a scegliere dei prodotti "easy", cioè di facile comprensione, che non avessero particolari sentori, bensì corposi, fruttati e di gusto internazionale (sempre con poco legno però), cercando anche tra i 5 grappoli, perchè no (il Grattamacco devo metterlo).

Una volta scritta la lista, mi sono trovato davanti a un dilemma, come potrà cercare tutte queste ottime bottiglie in giro per enoteche, quando non saprà di cosa si sta parlando? (non è un esperto)
Mi è venuta la bizzarra idea quindi di fargli da personal shopper e girare io per enoteche o cantine, è il massimo per un divulgatore poter esprimere il proprio giudizio con i fatti, non solamente con le parole.

Proporrò la cosa e vediamo cosa ne pensa, in effetti,mi diverte moltissimo andare in enoteca (ancora meglio dal produttore) ad acquistare vino !

MOSER - Moscato giallo secco

www.qwstore.it - moscato giallo
Per il pranzo di oggi ho pensato di abbinare il primo piatto preparato dalla mia Stefania, al MOSCATO GIALLO  di Moser, che ho acquistato durante l'ultima visita.

Si trattava di Paccheri al cavolo romano, pochissima acciuga, peperoncino e granella di pistacchi, un piatto cremoso in bocca, una consistenza che lasciava una certa grassezza, patinosità in bocca.

Il vino era di un giallo paglierino tenue, cristallino e intenso al naso, aromatico certo, ma anche tanto floreale, di gelsomino e glicine. Sensazioni piacevoli di pesca gialla. In bocca l'ho trovato secco, fresco, abbastanza sapido, abbastanza caldo e dotato di una discreta morbidezza. Grande la sua freschezza, ben si accompagnava alle sensazioni di tendenza dolce e grassezza, pulendo bene la bocca e lasciando qualcosa in più di floreale che a mio avviso completava il piatto.

Ottimo acquisto.