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lunedì 27 ottobre 2014

VINI DI MONTAGNA - Osterie Moderne 20/10

Ottimo tema, quello proposto ieri sera alle Osterie Moderne, i vini di montagna, in compagnia di colleghi appassionati e competenti.

Diverse le aree rappresentate, dal nord al sud Italia, cominciando dalla Valle D'Aosta, per continuare con l'Alto Adige, scendendo sull'Etna e ritornando infine con i vini di Nino Negri in Valtellina.

Tutti gli assaggi di etichette della Valle D'Aosta finora fatti sono stati generalmente mediamente strutturati (anche sotto la media) e comunque profumati e piacevoli alla beva.
La prima proposta è di un metodo classico, uve Priè Blanc, a dire il vero un po' debole e poco intenso al naso, nonchè corto. A 17 euro a bottiglia mi sembrava eccessivo, sceglierei piuttosto un Franciacorta o meglio ancora un Trento DOC per lo stesso valore.

Segue un altro Priè Blanc, fermo stavolta, ecco, questo sì era buono, bei profumi, anche di frutta esotica ananas fra tutti, minerale evoluto quasi di pietra focaia e anche abbastanza intenso in bocca.
A mio gusto il migliore tra i bianchi aostani, infatti il Petite Arvine non mi ha convinto.

I due rossi erano davvero troppo erbacei e verdi, un cornalin e un gamay.

Continuiamo con i bianchi, passando di zona, siamo in Alto Adige,il weissburgunder di STACHLBURG era molto interessante, immediato con il suo fruttato, fresco e sincero, con una piccola puzzetta tipica dei vini BIO, e contrariamente a quanto ci hanno detto si sentiva la sensazione del legno, che il produttore in scheda riporta con l'aggettivo "barricato".

Tralascio il Kerner di RADOAR con residuo zuccherino, BIO, una "caramella" poco interessante.

Potente, corposo, muscoloso ma comunque facile da bere, il pinot grigio sempre di STACHLBURG, bio anche questo (e si sentiva appena), secco, sensazioni mandorlate e buona frutta matura.
2600 bottiglie prodotte, una nicchia.

La valle d'Isarco non è proprio la zona vocata per il vitigno re dei profumi, il traminer aromatico. Questo Gewurtztraminer di VILLSCHEIDER rimanda alle classiche e benvenute sensazioni aromatiche, senza però stupire particolarmente l'assaggiatore, a 13 euro in enoteca il prezzo è forse un po' eccessivo.

Scendiamo in Sicilia, e risaliamo sul vulcano Etna! Vitigno importantissimo il NERELLO MASCALESE.
Intenso, sapido e tutto sommato equilibrato, il metodo classico di MURGO, dichiarato BRUT, in realtà ha meno di 1 gr/lt di zucchero, potremmo anche definirlo BRUT NATURE. Svolge parzialmente una malolattica ( ! ) per smorzare la grande acidità che fornisce questo terreno, che rende comunque sentori minerali sulfurei. Prima azienda nel credere alla spumantizzazione del Nerello Mascalese.

Senza dilungarmi troppo, i due bianchi di Murgo e Vinibiondi erano davvero interessanti, uve catarratto e carricante principalmente, li avrei acquistati tutti!

Mi dispiace anche saltare Salvo Foti, ma il vino di cui voglio parlare è il MAZER di Nino Negri, produttore di spicco della Valtellina, paradiso della chiavennasca.
Dopo l'esame visivo, tipicamente da nebbiolo, siamo rimasti senza parole per l'olfattivo, ci siamo guardati tutti e abbiamo portato le labbra al calice. Un sorso... ed era quello il vino della serata!!
Colore tipicamente non dotato di antociani, consistente, al naso grande mineralità e complessità, elegante  in bocca esplode subito, intensità pazzesca, radice di liquirizia, cacao amaro e confettura di prugne. Che vino...