Follow by Email

sabato 17 maggio 2014

Cena a base di baccalà da Sandra 16/5

E' giusto ricordare le serate riuscite, e la Sandra, ottima cuoca, ci ha preparato ieri degli ottimi piatti a base di Baccalà acquistato a Barbarano Vicentino.

Bella la tavola imbandita con un centrotavola di crudità ben disposte, sedano, peperoni e carote; a sorpresa compaiono du ebottiglie di Pieropan, assieme agli antipasti, LA ROCCA e il CALVARINO.

Voul-au-vent ripieni di verdure e crostini di baccalà, affiancati da un'insalata russa fatta in casa, molto saporita, questi erano gli antipasti, che sposavano perfettamente con il CALVARINO, ottimo naso, profumato, floreale, di glicine e fiori bianchi, frutta matura (è un 2012) e tanta mineralità che rendeva il bouquet complesso. In bocca la beva è molto facile, è finita la bottiglia quasi subito! Devo dire che non si percepiva molto il tenore alcolico, grazie al bell'equilibrio, 12,5% vol.
Resto invece stupito per LA ROCCA, naso chiuso, tanto alcool, (ma solo mezzo grado in più) e tanta mineralità. Abbastanza intenso, nel senso che era proprio timido, poi esplodeva nel palato, il mango, la sensazione rocciosa, calcarea. Abbinamento non corretto con gli antipasti, ma a mio avviso non una bottiglia felice.

Si procede con il piatto principale, il baccalà alla Vicentina, succulento e saporito, comunque di una buona aromaticità; per tradizione abbinato ad un TAI rosso di un'azienda locale, piccolo produttore, di cui ancora ignoro il nome (ma lo sto cercando), che ha realizzato un buon vino, per quanto semplice, porpora, naso pulito, schietto, vinoso, violetta e frutta come more e ciliegie. Tannini inesistenti o leggerissimi, perfetto abbinamento. Faccio il BIS di baccalà e vino, subendo le ire della Stefania, si devo ricominciare a fare esercizio!!!!

Ho portato con me una bottiglia di anforato georgiano da uve rkatsiteli, voglio sentire l'opinione di tutti, visto che è un prodotto un po' controverso.  Fra tutto emerge il bellissimo colore, dorato carico, anzi, come suggerisce Sandra "topazio" brillante. Profumi diversi dai soliti, medicinale, iodio, cappero, sensazioni ossidative non così marcate come la lavorazione dovrebbe intendere (ricordo che fa 5 mesi di  anfora di terracotta interrata e 8 mesi di rovere). In bocca è intenso, entra una frutta stramatura, mela cotta, una buona acidità che controbilancia e un finale piacevole. Forse delude un po' la persistenza, chiude abbastanza velocemente, 5-6 secondi, forse comincia la sua discesa, infatti è un 2009!!

Per finire il mitico Pietro ha portato un cabaret di bicchierini di mousse assortite, deliziosi, accompagnati da un PASSITO DI PANTELLERIA di FLORIO, ancora giovane, del 2012, infatti il colore non aveva ancora raggiunto le note ambrate che solitamente sono tipiche dello zibibbo affinato, possiamo dire dorato con riflessi ambrati. Naso elegante, subito l'albicocca in marmellata, anche disidratata, il fico secco, agrumi canditi, scorze d'arancia, spezie esotiche, il cardamomo e una nota balsamica evidente che si fa sentire costante, rendendo tutto l'insieme un bouquet attraente e ampio. In bocca è dolce sì, forse leggermente troppo dolce, a mio avviso era leggermente sbilanciato sulle morbidezze, ma altri non erano d'accordo, quindi nel complesso un vino eccellente.

Dopo una cena così altro che corse, dovrò digiunare un mese!!!!