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lunedì 12 maggio 2014

MONDOVINO - film di Jonathan Nossiter

Dopo aver sentito parlare di questo documentario del 2004, incuriosito, ho cercato di recuperarlo dappertutto, poi mi sono deciso e l'ho acquistato via internet.

Il regista ha viaggiato IL MONDO, Francia (ovviamente, è francese!), USA, Argentina, Italia (toscana, a Bolgheri, e in Sardegna a Bosa), Brasile, e a Londra, non per un vigneron, ma per la casa d'aste Crhistie's.
www.isoladelcinema.com

Il film è tutto girato in lingua originale, inizialmente si parla con Rolland, l'enologo più famoso al mondo, che se non lo si conosce, sembra anche simpatico; poi via via si fanno strada piccoli o medi produttori schiacciati da produttori GIGANTESCHI che vorrebbero fagocitare le microproduzioni a favore di una globalizzazione del gusto decisa dal critico Robert Parker.

La parola chiave del film è "microossigenzazione", tecnica chiesta da Rolland come ideale per produrre vini di qualità mondiale, si ma così i tannini reagiscono legandosi in catene, polimerizzandosi e diventando subito "vecchi", mettendo il vino in pericolo di non riuscire a sostenere l'invecchiamento...
Vini "bluff" che svaniscono facilmente e perdono d'identità e persistenza. Vini fotocopia.

Fa i brividi sentirlo dire che se qualcuno lo chiama (Rolland, intendo, e lo paga profumatamente) qualsiasi territorio sotto la sua consulenza può produrre un grande vino, in pratica non esiste il terroir, anche se non lo dice secondo me lo pensa.
Ed è qui che sbaglia, perchè i francesi sanno che il "terroir" non è riproducibile; il genius loci, l'insieme delle caratteristiche ampelografiche, del clima e del lavoro dell'uomo. Come diceva Veronelli : "il canto della terra e l’anima del vignaiolo".

Da parte mia, non comprerò mai una bottiglia di OPUS ONE (Mondavi), nè di ORNELLAIA (Frescobaldi e Mondavi) o del MASSETO, che a parte il prezzo inutilmente esorbitante, senz'altro saranno potenti, fruttati e vanigliati, con tanto colore e tannini vellutati, ma con queste premesse, standardizzati.... Meglio un borgogna sincero e DRITTO, anzi mi bevo un buon vino italiano, tiè.
Come fa Parker a dire che un vino "scarico" di colore è valutabile meno di uno carico?
E allora i grandi vini da nebbiolo? I vini di borgogna? Cosa c'entra il colore? 

A proposito, sempre nel film, ad Aniane, in Linguadoca, un neo sindaco comunista ha negato il permesso ai Mondavi di ampliarsi...  A volte gli ideali trionfano.