Follow by Email

lunedì 21 aprile 2014

Bottiglia a sorpresa - 3

Non me ne vogliano i colleghi più esperti e navigati, continuo con il percorso conoscitivo dei vini di fascia bassa (anche bassissima) con degustazioni alla cieca.

Davanti a me ho una bottiglia del tipo alsaziana, tappo bianco. Già penso al nord Italia e al fato che certamente si tratta di un bianco. Stappo e la plastica è molto economica, di solito non do per scontato che si sia speso pochissimo, in questo caso ipotizzo di sì.

C'è il botto, pertanto, non essendoci il tappo con la gabbietta è certamente un vino frizzante, comunque con meno atmosfere di uno spumante.

Nel bicchiere appare una vivace colorazione giallo paglierino tenue, una bella effervescenza anche persistente (sebbene un po' grossolana) e al naso avverto sentori di mela verde e frutta acerba. Poco altro, forse una leggera sensazione di fiori bianchi freschi.
Mi salta in mente il serprino, che comunque è leggermente più complesso (più frutta), (o anche una biancolella d'Ischia) cosa che ritrovo anche in bocca, fresco, freschissimo, di corpo magrissimo ma comunque dignitoso (forse troppo acerbo).

Penso ad uno spumante che ho assaggiato della zona di morgex in val d'Aosta, ma a dire il vero era molto più intenso al naso. Non riesco ad avere altri indizi, scopro la bottiglia.

E' un pignoletto frizzante!! E caso vuole che in tavola, già scoperta, stessi pasteggiando con un altro pignoletto, ma sono completamente diversi, anche per tipologia di vino, l'altro è fermo e va servito anche a temperature diverse... infatti i profumi sprigionati sono molto più analizzabili con l'aumentare della temperatura.

Difficile davvero fare ragionamenti precisi quando i riconoscimenti di vitigni non aromatici si assomigliano per molte zone d'Italia, qui eravamo in Emilia Romagna e pensavo al nord...
Penso anche che ci sia poco da ragionare su vini così leggeri, non danno molte indicazioni di se stessi e non ci sono marcatori rilevanti che li caratterizzino (a meno che non faccia da padrona una grande mineralità...o appunto ci sia una riconoscibilità del vitigno)