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domenica 8 febbraio 2015

I distillati di Capovilla, grande maestro da Rosà

Dopo aver letto un post dal blog di Scanzi, mi sono sempre chiesto quale fosse la qualità e la complessità dei distillati prodotti da Capovilla, a Rosà (VI).

Ieri pomeriggio ho avuto modo non solo di sentirlo dallo stesso produttore, ma anche di provarli di persona e rimanere basito.

normalmente un veneto conosce la grappa fin da diciottenne, tra amici si beve anche quasi per sfida, perchè spesso non piace, si deve fartela piacere perchè la bevono tutti...
In realtà con il tempo (tanto tempo) si riesce a escludere quel muro alcolico che pervade le narici e a capire qualcosa di più.

Il Maestro ieri ci ha insegnato dei trucchi per degustare meglio un distillato, innanzitutto NON si deve considerare il sentore predominante come identificativo del prodotto impiegato, se non contiene sufficienti terpeni aromatici. Mi spiego meglio: se avete di fronte una grappa di Amarone non dovrete ricercare nel profumo le sensazioni di vinaccia, oppure nel distillato di ciliegie selvatiche le sensazioni di frutta fresca.
Si deve prima di tutto capire il giusto bicchiere, ce ne sono molti e di svariate forme, in generale bisogna capire la "pancia", il "camino" e la meccanica di centrifuga, per adeguare la tipologia di profumi al bicchiere. Per esempio una grappa di amarone non ha grandi profumi, perchè lavora più sulla potenza di estratto e di intensità in bocca, quindi non serve convogliare gli aromi. Invece una grappa di Traminer aromatico va valorizzata, con la grande quantità di terpeni ottenuti.
Anche altra frutta contiene molti terpeni (tutta la frutta ne ha ma alcune tipologie ne hanno maggiori e migliori quantità) come le pere o le albicocche per esempio.

Per ultimo il consiglio più pratico, un soffio nel bicchiere per togliere l'alcool in eccesso e via dentro col naso.

Ci ha raccontato (dopo il video di presentazione, fotografia eccellente e anche il montaggio) la sua realtà aziendale, la ricerca della qualità e la assoluta mancanza di elementi (anche se consentiti) aggiuntivi, fino a 50 gr litro di sostanze aromatiche, zuccheri e altre molecole.
Non so se sia un botanico, ma conosce tantissime varietà e ne ricerca sempre di nuove, quasi più per suo diletto che per reale fabbisogno commerciale... er esempio il distillato di BIRRA ! Oppure il tentativo di aggiungere il tabacco alla distillazione... Dovreste vederlo come si arrampica sugli alberi alla sua età!

Primo distillato: GRAPPA di AMARONE, assolutamente nessuna sensazione erbacea, ma dolce, in bocca potente, morbida (presente solamente lo zucchero dell'uva nelle vinacce), lunga, di corpo e a dire il vero meno d'impatto rispetto ad altre già degustate. Poi, masticando a bocca vuota, grande sensazione di pulizia e piacevolmente dolce, non saprei, come di frutta secca... Lunghissima.
Secondo, GRAPPA di TRAMINER AROMATICO, floreale stupendo iniziale molto intenso, di mughetto (non mi veniva, bravo Pietro) e altri fiori secchi. La differenza tra un prodotto commerciale e Capovilla sta nella multisfaccettatura delle sue creazioni, è come andare in un cinema 3D...  Resta infatti un percorso speziato, come di cannella e chiodi di garofano (questi ultimi nominati dal Maestro)
Da sorseggiare ancora e ancora, va centellinata.
Secondo: GRAPPA di VISCIOLE, al naso mi ricorda le nocciole, nessun richiamo alle ciliegie, ma sappiamo perchè, con quello scarso rapporto polpa/nocciolo. Poi si diffonde un aroma dolce ma tenue di fiori secchi, forse di ciliegio?
Terzo: DISTILLATO DI PERE immediato il richiamo alla pera, l'unico distillato della serata che aveva immediato riflesso e riconducibilità al prodotto impiegato per ottenerlo. Pera riconosciuta da tutti, forse anche la pera nella sua interezza, con la buccia e i semini. Veramente piacevole.
Quarto: DISTILLATO di PRUGNE E SUSINE, si potrebbe dire che detto così non sia molto invitante. SBAGLIATO, nessun prodotto di Capovilla è da prendere sottogamba, in questo caso abbiamo un distillato che ha fatto affinamento (anzi, come dice lui, che "ha riposato") per 7-8-9 anni in legno francese, lui a volte riesce a farsi dare le barrique da Yquem, per la enorme qualità di legno che hanno. Ambrato, sentori caramellati al naso, croccante di mandorle al miele, sensazioni di fiori secchi. In bocca è incredibile, un caleidoscopio di mille emozioni sensoriali. Continuamente la mente si rinnova per cercare delle spiegazioni sfuggenti che non riesce a cogliere, per poi trovarsi ancora smarrita ma appagata allo stesso tempo.
Sorseggiatelo lontano dai pasti se volete con del cioccolato amaro, ma anche da solo.

Alcuni prodotti affinati di Capovilla
Finale con un soave 2013 per pulire la bocca che a dire il vero non serviva proprio, considerata la enorme persistenza e potenza dell'ultimo distillato del Maestro. (il quale aveva richiesto delle bollicine)

Dobbiamo andarlo a visitare, questo ultimo Maestro dei distillati, che vorrei ricordare con la citazione da lui stesso pronunciata ieri del Grande Veronelli (appassionato dei suoi distillati) gli disse: "se non li fai tu questi distillati, non li farà più nessuno".