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sabato 28 febbraio 2015

I vini della Borgogna - 19/1

La Borgogna, questo grande mito, devo dire che non stupisce sempre, anzi a volte mi sembra che stiano aprofittando della situazione di mercato per immettere prodotti non all'altezza... Sembrano paroloni, ma mi dareste ragione assaggiando i prodotti in degustazione.

Perfino a Chablis dovrebbero avere sempre una qualità eccelsa, ma non è così, almeno dall'esperienza fatta ieri sera (19/1) alle Osterie Moderne. I due assaggi erano per l'appunto poco eleganti e a dire il vero anche leggermente vegetali, non proprio l'aspettativa per un buon chardonnay.

Diciamo che per il prezzo di 32 euro proposto, sulla carta, considerate le zone offerte era anche buono, Chablis, appunto, ma anche Mersault, Gevrey-chambertin, Chambolle-Musigny, Volnay, ma soprattutto Nuits-St-Georges.....

Scrivo questo post molto tardi rispetto all'esperienza, sia per questioni di sovraccarico di esperienze (Milano e Piacenza sono state illuminanti) ma soprattutto per la scarsa soddisfazione che mi ha lasciato partecipare a questa serata.

Non ho preso appunti ma posso dire che l'unico vino che mi piace ricordare, e lo meritava davvero, è stato il Marc Morey Puligny-Montrachet 2012 "Les Referts" 1er cru, gran bella persistenza, chardonnay in purezza, stupisce che negli ann si sia molto spostato il prezzo di vendita, arrivando nel 2009 a 230-250 euro a bottiglia! Oggi sembra stabile sotto i 50 euro, vedete come la borgogna può cumentare i prezzi.
Va detto che sono ben  562 i villaggi che si possono fregiare della premier cru, resta comunque il fatto che non è la massima scala di qualità in borgogna, infatti parliamo di GRAND CRU solamente nel caso del 2% della produzione, e si tratta di 33 VIGNETI, esatto là premiano le parcelle maggiormente vocate.
Anche i vini sono chiamati in etichetta in questo ultimo caso con la parcela, ad esempio "Corton-Charlemagne GRAND CRU" e non si capisce che si tratta di Chardonnay, ma chi conosce l'AOC sa che è l'unico vitigno permesso.

Altro esempio, La Tache, dedita al PINOT NERO è forse addirittura il vigneto più vocato al mondo (Domaine de la Romaneè Conti ne possiede una buona parte).