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martedì 9 dicembre 2014

Le migliori bollicine italiane - 1/12

Ultima serata degustazione alle Osterie Moderne, il primo dicembre, tema, le bollicine italiane "di lusso".

Sono stato venerdì in Ferrari e ho già degustato diversi produttori del TRENTODOC, ma questa serata è stata interessante comunque.

Innanzitutto ci sono state delle conferme e delle smentite, ad esempio il Buvoli rosè 7 anni ha deluso le aspettative, ma era confrontato con altri due rosè molto più complessi...
Affluenza copiosa, quasi da supertuscan, a riprova del fatto che non conta il prezzo della degustazione se i prodotti sono blasonati, già da sè l'Annamaria Clementi ha attirato gente.

Molte bottiglie sapevano di tappo o erano fortemente difettose (povero Cavalleri, puzzava di zolfo come mai mi era capitato) e addirittura non abbiamo degustato il Monterossa, quasi tutte imbevibili.
Non avevo mai riscontrato negli spumanti una percentuale di difettosità così alta, ma è possibile.
Immagine tratta dal web, perlage

Discreto il Monsupello (Oltrepo Pavese MC), brut nature eletto a bollicine dell'anno 2015 per Gambero rosso, anche se a dire il vero non sembrava così intrigante, considerato che aveva il 90 % di pinot nero, comunque, abbastanza complesso e dal finale amaricante, discreto.

Molto meglio il dosaggio zero di Ca' del Bosco, a conferma della grande qualità di questa azienda della Franciacorta.  Sorso fresco nervoso, pulito, lungo e accattivante.

Grande protagonista in questa serata, l'azienda Ferrari, che riesce sempre a stupire con i suoi prodotti migliori (ma anche con quelli di basso rango, infatti apprezzo il Maximum per esempio) stasera il PERLE' ROSE', complesso e di riferimento per gli altri rosati, la RISERVA LUNELLI 2005, altro grande prodotto, il PERLE' NERO, per il quale c'era la fila e l'ormai leggendario GIULIO FERRARI (2002 3 grappoli) che proviene da sole uve chardonnay del vitigno più vocato.
Continuo a non capire perhè gli "esperti" apprezzino maggiomente l'eleganza rispetto alla potenza, anche in presenza di buona complessità, come nel caso del Perlè nero, quasi uno schock gustativo in bocca, ma fruttato e fragrante... Devo assaggiare qualche champagne potente e poi magari mi farò un'idea.

Annamaria Clementi 2005 Cà del Bosco, che dire? Solo le migliori annate vengono utilizzate, altrimenti non si fa. Le migliori selezioni di uve dai migliori vigneti vocati, sette anni sui lieviti.
Vorrei sentire l'opinione dei tifosi dello Champagne, sentori di nocciola, mandorla e pompelmo, legno di cedro, corposo ma delicato, lungo, fresco ma bilanciato, presente anche una certa sapidità.
Forse il migliore vino che abbia mai degustato. A 70 euro (prezzo scontato) non è certo per tutte le tasche, ma costa meno di uno champagne blasonato!

Vorrei infine citare altre due etichette che ho molto apprezzato, le quali poi mi son reso conto che erano vincitrici dei 3 bicchieri 2015, il METHIUS 2008 di Dorigati, ma ancora meglio, il Domìni Nero 2009 di Abate Nero, 100 % chardonnay, finezza e eleganza per un millesimo non facile per la spumantistica, considerata la temperatura elevata delle notti estive.